USD Real Forte dei Marmi Querceta | Un grande Real ferma la corazzata Prato
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Un grande Real ferma la corazzata Prato

Un grande Real ferma la corazzata Prato

REAL FORTE QUERCETA: Adornato, Del Dotto, Maffini, Lazzarini (80’ Bellandi), Bonati, Guidi, Maccabruni (72’ Bani), Biagini ©, Di Paola, Doveri (65’ Amico), Pegollo (74’ Giani). A disp.: Balestri, Ussia, Baracchini, Seriani, Ballani. All.: Amoroso.

PRATO: Nannelli, Calamai, Giampà, Spinosa (61’ Minardi), Ortolini (61’ Cellini), Tavano (30’ Melandri), Calosi, Boccaccini, Carli (80’ Bertolini), Sciannamè, Marini (45’ Mastino). A disp.: Piretro, Kouassi, Cecchi, Casati. All.: Esposito.

TERNA ARBITRALE: Menozzi (Treviso), Mirarco (Treviso), Pinna (Pinerolo).

RETI: Di Paola (31’), Cellini (rig. 85’).

AMMONITI: Lazzarini; Giampà.

 

Arriva il primo punto casalingo del Real Forte Querceta, grazie all’1-1 su cui inchioda la corazzata Prato in quella che, salvo novità, sarà ricordata come l’ultima gara di questo inedito 2020; pareggio importante ma reso amaro dagli sviluppi della gara, apparentemente destinata a regalare una sudata e meritata vittoria ai padroni di casa.

Partenza sprint per i lanieri, pericolosi dopo neanche venti secondi di gioco con il tentativo di un ispirato Calosi, chiuso sopra la traversa. Fissato il baricentro piuttosto alto in apertura, gli ospiti provano spesso e volentieri a intimidire Adornato, anche se l’occasione più importante arriva soltanto superato il quarto d’ora, con il mancino di Tavano che non centra lo specchio. Poco altro nel prosieguo di gara, il Prato rifiata e il Real cresce.

L’immagine della svolta è l’uscita forzata dal campo di Tavano, costretto fuori da un problema muscolare. Al suo posto Melandri, lo stesso numero 7 ad aver fatto male ben tre volte tra andata e ritorno la scorsa stagione ai bianconerazzurri con il suo ex Chieri, a dimostrazione dell’ampia qualità a disposizione di Vincenzo Esposito, pur orfano di capitan Tomi e dell’ex Gentili.

A prendersi la scena un minuto più tardi allora è l’altro “Ciccio”, quello biancovestito: sull’assist di Maccabruni, Di Paola si getta in rovesciata e batte Nannelli, illuminando un “Necchi-Balloni” che in altri tempi avrebbe fatto sussultare Forte dei Marmi, dall’epicentro di Roma Imperiale. Ritrovato il bomber, sulle ali dell’entusiasmo galoppa la formazione di casa, sostenuto dal tenace terzetto difensivo e dalle scorribande del solito Di Paola là davanti. Tuttavia in avvio di ripresa sale in cattedra l’incornata del compagno di reparto, Pegollo, solo respinta dal portiere, sulla cui ribattuta si avventa fulmineo Lazzarini, cinico nel raddoppio. L’urlo però, proprio come una settimana fa, rimane strozzato in gola ai locali, soffocato da una bandierina alzata a sventolare un fuorigioco molto discusso in campo e fuori.

I biancazzurri si fanno rivedere in attacco al 73’ con la punizione-cross di Sciannamè, che pesca sul secondo palo la deviazione aerea di Giampà indirizzata all’incrocio, ma Adornato si supera nell’intervento a guantoni uniti.

Il gol del pareggio arriva a -5 dal 90’ con un altro calcio da fermo, il rigore conquistato da Melandri sul contatto con Biagini e realizzato da Cellini, freddo contro Adornato. Colpo basso per un Real Forte Querceta certo non insoddisfatto ma quantomeno rammaricato per vedersi scivolare via due punti quando già assaporava il gusto dell’impresa.

Potrà comunque ripartire da qui la squadra di Amoroso, da un’ottima prestazione invisa a una controparte nettamente favorita sulla carta e ancora imbattuta in campionato. Dovranno ripartire i versiliesi dal primo risultato utile conquistato tra le mura di casa e dal primo gol stagionale di Di Paola, perla preziosa di quello che senza niente da dimostrare culla ancora voglia di stupire.

Ripartirà da qui il Real Forte Querceta, dalla parola Fine dipinta con inchiostro pregiato probabilmente all’ultimo capitolo di questo anno solare, con la speranza di poterci perdere presto in un abbraccio liberatorio. Perché, se l’anima pesa 21 grammi, i sogni son faville di magia.

Firmato Francesco Di Paola, 36 primavere, leggerezza di un ragazzino.

 

Michele Marianelli