USD Real Forte dei Marmi Querceta | Che cosa (non) è successo nel Derby della Versilia
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Che cosa (non) è successo nel Derby della Versilia

Che cosa (non) è successo nel Derby della Versilia

SERAVEZZA POZZI CALCIO: Mazzini, Andrei, Moussafi, Granaiola ©, Maccabruni F., Giordani, Bedini (Bongiorni dal 77’), Bortoletti, Frugoli (Lucaccini dall’88’), Grassi, Podestà. A disp.: Petroni, Valori, Fall, Nannipieri, Nelli, Djibril, Marinai. All.: Vangioni.

REAL FORTE QUERCETA: Manfredi, Bertoni, Maffini (Fantini dall’89’), Musacci (Lazzarini dal 67’), Tognarelli, Guidi, Maccabruni M. (Minichino dal 77’), Amico (Fazzini dall’81’), Falchini ©, Doveri, Di Paola. A disp.: De Carlo, Benvenuti, Giovanelli, Belluomini, Credendino. All.: Florio.

TERNA ARBITRALE: Campagni (Firenze), Angelini (Empoli), Cinotti (Livorno).

RETI: Grassi (rig. 24’), Bortoletti (45’), Andrei (66’); Doveri (22’), Musacci (61’), Di Paola (64’).

AMMONITI: Granaiola, Grassi; Falchini, Di Paola.

ESPULSI: Grassi (45’+2’); Prosperi (dalla panchina).

 

Pirotecnico, stratosferico, pazzesco… e chi più ne ha più ne metta, perché non ci sono aggettivi per descrivere l’adrenalina, la “garra” di questo derby, quello tra Seravezza Pozzi e Real Forte Querceta, in scena al “Buon Riposo” di Pozzi, di fronte a una tribuna gremita di tifosi e appassionati.

Mister Vangioni dispone in campo un 4-3-3, con il giovane Moussafi testimone fra difesa e centrocampo, mentre sulla panchina ospite Gianni Florio è costretto a rimodellare l’undici titolare rispetto alle precedenti uscite a causa di numerose indisponibilità, in particolare le squalifiche di Angelotti e Biagini; ecco allora che a indossare la fascia di capitano è Falchini, il protagonista dello scorso derby della Versilia; alle sue spalle, il consueto centrocampo a cinque vede schierati da sinistra verso destra Maffini, Doveri, Musacci, Amico e Maccabruni. Per quest’ultimo gara nella gara, perché di fronte trova il fratello Fabio, difensore centrale del Seravezza; una sfida tutta in famiglia che ai tifosi di vecchia data ricorderà quella dei fratelli Guani nella metà degli anni ’60, l’uno portiere del Seravezza e l’altro mezzala fortemarmina.

Nei primissimi minuti di gioco il Real appare più concreto, infatti al 10’ Doveri già si distingue con un buon tentativo dal limite dell’area, respinto a terra dal portiere, sul quale infine interviene Di Paola in maniera fallosa. L’equilibrio si sblocca al 22’ grazie alla caparbietà di Di Paola, che riceve da Amico, viene messo giù in uno scontro di gioco, ma si rialza e cerca Falchini mediante un cross dalla destra; decisiva è la spizzata di Andrei, che allontana dall’attaccante livornese ma involontariamente serve il destro vincente di Doveri, impeccabile in controbalzo. Per la risposta seravezzina basta attendere meno di due giri d’orologio, perché Andrei si fa immediatamente perdonare con un’involata verso interno dell’area stroncata dall’irruento intervento di Guidi, costringendo l’arbitro al penalty; dal dischetto “Gigio” Grassi è freddissimo. La gara si è definitivamente accesa e soltanto in rare e brevi fasi del match i toni caleranno; ne sono una dimostrazione i ritmi alti e la grinta quasi animalesca mostrata da ambo le parti. Di qui al duplice fischio la conclusione più interessante per i bianconerazzurri porta la firma di Amico, che su appoggio di Di Paola non centra lo specchio anche se neppure lo manca di molto. Lo centra eccome invece, al 45’, Bortoletti per il Seravezza, pronto al posto giusto nel momento giusto sull’assist di Moussafi, che aveva infilato la difesa avversaria sull’out di sinistra con uno scatto sul limite del fuorigioco. E forse proprio di questo avrà discusso il preparatore dei portieri Prosperi, espulso dalla panchina ospite pochi secondi dopo. Certo il Seravezza adesso è avanti nel punteggio, ma non nel numero di uomini in campo, dato che due minuti più tardi, ormai in pieno recupero, un liscio clamoroso di Guidi favorisce il contropiede del solito Grassi, fino a raggiungere il cuore dell’area, dove poi si lascia cadere dopo un lieve contatto con Bertoni; l’arbitro Campagni di Firenze non indica il dischetto, anzi interrompe il gioco per rifilare il secondo cartellino giallo al numero 10, per simulazione, già ammonito a causa di una gomitata ai danni di Maccabruni. Dunque la prima frazione termina tra le polemiche, con la furia dei padroni di casa e gli applausi di solidarietà per Grassi da parte del pubblico a tinte verdazzurre del “Buon Riposo”.

Nel secondo tempo Vangioni abbassa Frugoli sulla linea di centrocampo, con l’intero peso d’attacco sulle spalle del solo Podestà, che dopo pochi minuti si vede pure annullare un gol per outside. Questa la mossa optata sulla panchina locale per tutelarsi dalle offensive avversarie, ma pericolosità del Real Forte Querceta ruota attorno alla tecnica, alla classe indiscussa di Musacci, che da regista non sbaglia un colpo, anzi il colpo grosso per poco non lo trova al quarto d’ora grazie a una pennellata a sfiorare l’incrocio più lontano, con tanto di brividi per Mazzini fra i pali. Poco male, perché il centrocampista classe ’87 ha subito modo di rifarsi e ci riesce alla grande: Doveri mette in mezzo un pallone adesso vagante sulla trequarti e a impossessarsene è proprio l’ex Serie A, pronto a trasformare la propria storia in una favola nel modo più bello, in una magia imprendibile che gonfia la rete e ripristina la parità in campo, ma soprattutto caccia i fantasmi del passato, di quei complicati ventidue mesi vissuti tra infortuni e la paura di non farcela. Così, alla prima da titolare in maglia bianconerazzurra, Gianluca Musacci illumina il derby e mette a segno una perla inestimabile, uno dei gol forse non più importanti della propria illustre carriera ma di sicuro di quelli da ricordare per sempre e conservare in un posto speciale del cuore. In campo, però, non c’è tempo da perdere, perché pochi istanti più tardi siamo dalla parte opposta del campo, dove è Granaiola a dare la spinta ai suoi, con un siluro che prova a beffare Manfredi da lontano, ma il portiere classe ’01 (ancora una volta preferito a De Carlo) con un autentico prodigio devia la sfera per mezzo della punta delle dita di quel tanto che basta per farla carambolare sulla traversa. La disperazione nel volto del capitano diviene quella dell’intera formazione quando al 64’ lo splendido lancio di Bertoni culmina sulla capoccia di “Ciccio” Di Paola, che di testa scavalca il portiere e realizza il controsorpasso Real. Il rapido botta e risposta non accenna a placarsi, così già al 66’ è il turno di Andrei, che grazie al cambio di gioco di Granaiola trova l’eurogol all’incrocio, scatenando il delirio al “Buon Riposo” e rimettendo ancora una volta in pari i conti. Animi bollenti in campo e sugli spalti, indifferenti a pioggia, vento e buio che sta calando su Pozzi. Eppure, tra quelle che paiono le spettacolari scene di un film degno d’Oscar, si gioca ancora e al 71’ si segnala l’ennesima azione saliente, sugli sviluppi di un corner (ben 14 in totale al termine dal match) calciato da Amico verso il primo palo, a cercare la ribattuta di Di Paola, sulla quale si oppone Mazzini. È un derby incredibile: nessuno è disposto a perderlo, tutti vogliono vincerlo, tuttavia questa epopea scorre ai titoli di coda senza ulteriori ribaltamenti e al triplice fischio Seravezza Pozzi – Real Forte Querceta si conclude sul 3-3. Un punto a testa che non rende omaggio a quanto espresso in campo dalle due compagini, che avrebbero meritato senza dubbio tre punti per parte. Così ovviamente non può essere, ma permane la consapevolezza di aver dato tutto, di non aver lasciato niente di intentato, di aver realizzato qualcosa di straordinario. Ed è proprio da queste premesse che dovrà ripartire la formazione di Amoroso in vista dell’impegno di domenica prossima, quando ospite al “Necchi-Balloni” sarà l’ostica lombarda di questo campionato, la Caronnese.

 

Michele Marianelli